Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam

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sabato 4 novembre 2017

Il Servizio Assistenza Civile del V.E.O.S.P.S.S. in servizio a Venezia nella Chiesa di San Zulian

Un'iniziativa continuativa di assistenza e supporto ai fedeli.


Il Servizio Assistenza Civile - S.A.C. del V.E.O.S.P.S.S. sbarca a Venezia.
Nella Chiesa di San Zulian, situata nell'omonimo campo del sestiere di San Marco, non lontano dalla piazza omonima, i membri del S.A.C. stanno prestando assistenza e supporto ai fedeli della Parrocchia.
In particolare, Fra Antonio Awana Gana Costantini Picardi, ha supportato il Parroco, don Massimiliano D'Antiga, durante le celebrazioni istituzionali.
Una nuova iniziativa del S.A.C. che sta estendendo il suo raggio d'azione in tutta Italia.

La Redazione

giovedì 2 novembre 2017

I Templari del V.E.O.S.P.S.S. riprendono a Seborga l'antica tradizione delle missioni francescane

Una giornata di grande intensità spirituale per il bene di Seborga, volta a combattere il male, sempre più dilagante nella società moderna, e tutelare la sacralità del borgo ligure. 

Sabato 28 ottobre i Templari del V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, Ordine laico di derivazione cistercense che ha sede storica in Seborga, hanno ripreso l'antica tradizione delle missioni dei frati francescani nell'Antico Principato Cistercense.
Una giornata di grande intensità spirituale per il bene di Seborga, volta a combattere il male, sempre più dilagante nella società moderna, e tutelare la sacralità del borgo ligure. 
La giornata è iniziata con la Santa Messa nell'antica Chiesa di San Bernardo, officiata dal Parroco di Seborga, don Filodemo Apollinaire, seguita dalla processione sino alla cappella templare.
la Cappella dei Templari, detta anche Grotta di Nostra Signora, fu fatta costruire nel 2009 dal Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S. e Principe di Seborga Fra Giorgio Carbone.
Questa piccola cappella si distingue per l’ingresso in ferro battuto bianco con al centro della porta la croce rossa patente dell’Ordine e al suo interno una statua della Madonna con il Bambino, del secolo XIX, proveniente da Parigi.
La cappella, con l’interno in pietra, pur essendo molto piccola, emana un forte senso di spiritualità ed invita alla preghiera ed al raccoglimento.
La serata è poi terminata con un convivio presso l'Agriturismo e grangia dell'Ordine "Monaci Templari" di Seborga.
Sin dal 1766, in Seborga si vociferava del “male”, denominato sottovoce dagli abitanti del luogo “la bestia”.
A partire da quell’anno, il Maestro Generale dell’Ordine templare e Parroco di Seborga, Carlo Nicolai di Peille, cercò di cacciarlo attraverso le cosiddette missioni, compiute, quasi sempre, da otto Francescani e consistenti in tre giorni e tre notti di processioni, preghiere e digiuni.
Le missioni dei Francescani durarono sino al 1966, anno in cui si interruppero misteriosamente.
Oggi, i Templari hanno deciso di riprendere l'antica tradizione delle missioni francescane.
"Può sembrare anacronistico, nel terzo millennio", dice il Gran Priore dell'Ordine, Fra Riccardo Bonsi, "riproporre le missioni dei francescani. 
Però per noi Templari credenti, la battaglia contro il male, che la Chiesa Cattolica ci ricorda essere sempre presente ovunque, è la nostra missione primaria.
Combattere il male, attraverso Messe, processioni e preghiere, dovrebbe essere il dovere di ogni buon cristiano per far trionfare la regalità di Cristo.
In un mondo sempre più materialista e sempre più privo di ideali, le missioni sono fortemente attuali.
Seborga rappresenta per noi un luogo sacro e riteniamo doveroso, anche in virtù del giuramento fatto dai nostri padri molti anni fa, tutelare questa sacralità.
Sappiamo di prestare il fianco alle critiche dei materialisti e dei miscredenti, ma noi andiamo avanti, dritti contro il vento, per far trionfare la regalità di Cristo e per il bene di Seborga.
Ovviamente, stiamo facendo altre missioni in luoghi per noi sacri da tutelare.
Noi continueremo a pregare e ad agire secondo i nostri principi di fede, umiltà e spirito di servizio.
Portae inferi non praevalebunt", conclude il Gran Priore.
Il demonio è avvisato.

La Redazione







I Templari e Seborga: viaggio itinerante attraverso i reperti storici nell'antico borgo medievale

Una storia e un legame iniziati nel 1118 e ancora oggi vivi e presenti.

Panorama di Seborga, l'antica Castrum de Sepulchro
Il V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, unico e legittimo discendente del glorioso Ordine dei Templari (detto anche Paupera Militia Christi), è un Ordine laico-monastico risalente al 1118 e oggi registrato con atto pubblico presso il Tribunale e presso l’Agenzia delle Entrate, i cui Statuti generali sono depositati presso il Comune di Seborga.
Attualmente, la sede generale dell’Ordine è situata in Ferrania, nell'Abbazia dei SS. Pietro e Paolo, mentre la sede storica è situata in Seborga, l’antica Castrum de Sepulchro.
L’attuale denominazione dell’Ordine riprende l’antico nome, ossia Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis (Poveri Guerrieri di Cristo e del Tempio di Salomone), risalente al 1118 (anno di fondazione dell’Ordine), e l’ultima denominazione dell’Ordine, risalente al 1611, ossia V.E.O.S.P.S.S., acronimo di Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri (Venerabile Ordine Cavalleresco del Sacro Principato del Santo Sepolcro).
Il V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, iscritto all’ONU - DESA Branch, vanta numerosi tentativi di imitazione (gruppi che utilizzano nomi e paramenti simili), ma non ha alcun rapporto né con questi gruppi né con altri gruppi sedicenti templari.
Il labaro dell'Ordine nell'Abbazia di Ferrania
Sin dai suoi inizi, ossia dalla sua nascita (1118), l’Ordine è sempre stato molto legato a Seborga e la sua storia è sempre stata intrecciata con quella di Castrum de Sepulchro.
L’Ordine dal 1156 (anno dell’elezione a Principe di Seborga del Maestro Generale Bertrand de Blanquefort) al 1729 (anno della vendita del Principato di Seborga ai Savoia da parte dei monaci dell’Abbazia di Lerino) ha sempre governato il Principato di Seborga, eleggendo un Principe, il quale ha sempre avuto un ruolo spirituale e, talvolta, un vero e proprio ruolo politico.
Con l’elezione di Bertrand de Blanquefort a Principe di Seborga (elezione sancita, nel 1162, da Papa Alessandro III), il Principato, accogliendo la Sovranità dell’Ordine, diventa Stato sovrano cistercense, dominato e governato dall’Ordine stesso.
Ancora oggi, in Seborga si trovano alcuni reperti storici molto importanti che dimostrano lo stretto legame tra Seborga e i Templari.
Alcuni di questi reperti storici si trovano su suolo pubblico, altri in aree private, ma sono tutti visitabili, almeno all’esterno.
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Innanzi tutto, l’Ulivo delle Anime, situato, come recitano gli antichi testi, “non lontano dalla Grotta della Sorgente battesimale”.
L'Ulivo delle Anime
Sotto questo ulivo millenario (visibile ancora oggi in tutto il suo splendore), nel 1127 avvenne il giuramento che sancì l’unione fra i Catari Cagot ed i Cavalieri Cistercensi; davanti al Gran Sacerdote cataro Johan de Usson ed all’Abate Bernard de Clairvaux, Hugues de Payns (primo Maestro Generale dell’Ordine) ed alcuni suoi Cavalieri giurarono di mantenere il “Grande Segreto”.

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In prossimità dell’Ulivo delle Anime è possibile ammirare l’antica Grotta della Sorgente Battesimale.
Grotta della Sorgente Battesimale
Costruita secondo i canoni dell’arte gotico-cataro-cistercense, questa piccola grotta ha al suo interno una sorgente che serviva da fonte battesimale.
Questa grotta templare non riporta segni cristiani perché, probabilmente, veniva utilizzata sia dai Cavalieri del Tempio per il Battesimo di rito cattolico sia per il Consolamentum, ossia il battesimo che veniva officiato dai Catari (Seborga è stato uno dei luoghi di incontro tra Cavalieri cistercensi e Catari).
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In linea con l’ingresso del Paese, in una zona collinare, raggiungibile passando dal Passo del Bandito, si trovano i resti della Chiesa di San Bernardo il Vecchio, che pare sia stata edificata proprio per volere del Dottore della Chiesa Bernard de Fontaine, Abate di Clairvaux, intorno al 1130.

Santa Petronilla e la Croce di Petrù
Nel 1390, la Chiesa venne ridedicata a Santa Petronilla (che la tradizione cristiana identifica con la figlia di San Pietro Apostolo).
Si dice che Santa Petronilla accolga i resti di Fra Jacopo da Moncucco, Principe di Seborga e Gran Precettore d’Italia (sino al 1307, anno dell’inizio della famosa persecuzione dei Templari) dei Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, morto nel 1330.
Sopra ai ruderi della Chiesa di Santa Petronilla è situata la Croce di Petrù, croce lignea del XIV secolo, così chiamata per onorare il Padre di Santa Petronilla, l’Apostolo Pietro.

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All’ingresso del Paese è situata la Chiesa di San Bernardo, dedicata al famoso Santo che scrisse la Regola dei Cavalieri del Tempio.

Chiesa di San Bernardo
Si dice che San Bernardo sia venuto a Seborga molte volte, ma sicuramente giunse almeno due volte: la prima quando i Cavalieri, nel 1118, fondarono l’Ordine, e la seconda, nel 1127, quando i Cavalieri fecero il giuramento sotto l’Ulivo delle Anime.
Edificata nel 1257, la Chiesa di San Bernardo nacque per volontà del Maestro Generale dell’Ordine e Principe di Seborga Tommaso Bérard (l’unico Maestro Generale seborghino); il progetto della chiesa, conservato presso l’Archivio della Curia Vescovile di Ventimiglia, evidenzia lo stile tipicamente cistercense.
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Nella Chiesa di San Martino, situata nella piazza San Martino, si trova un’antica statua situata in una nicchia, dietro l'altare maggiore, la Statua della Madonna con il Bambino, la cui storia è davvero singolare.
Madonna con il Bambino
Si tratta di una statua in legno di fico rappresentante la Madonna con in braccio Gesù Bambino, entrambi in atteggiamento benedicente.
Il vestito della Madonna è di colore rosso, come si evince dai frammenti purpurei che si trovano sui drappi dell’abito.
Il colore rosso ha una doppia valenza: da un lato evidenzia la natura divina del soggetto, dall’altro ci conferma che il soggetto femminile è senza ombra di dubbio la Madonna.
La Madonna è dunque rappresentata come divinità e non come “Immacolata Concezione” (in questo caso avrebbe dovuto avere l’abito bianco).
Il drappeggio e la forma dell’abito e del velo della Madonna e la posizione del velo “appoggiato” (non ricoprente), i tratti gentili dei due soggetti e il fatto che Gesù Bambino è vestito, fanno pensare ad un’opera di epoca rinascimentale (1400-1500).
La statua venne verosimilmente donata al V.E.O.S.P.S.S. o da uno scultore locale o addirittura dal Maestro generale dell’epoca, Cristoforo Colombo, e successivamente donata dall’Ordine alla Chiesa.
In quel periodo, però, i rapporti tra la Chiesa e l’Ordine (che governava ancora il Principato di Seborga) erano molto tesi e, probabilmente, il dono venne tenuto nascosto e, anche quando venne portata nella Chiesa di San Martino, la statua venne opportunamente occultata.
Trovata murata molti secoli dopo da don Tito e successivamente restaurata da don Palmero, è stata riscoperta grazie al Sig. Flavio Gorni nel 2016. 

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Sempre in Piazza San Martino, piazza recante al centro una grande croce templare in ciottoli, si trova l'antico Palazzo dei Monaci, struttura del XII secolo, antica sede dei Monaci lerinensi e poi palazzo del governo dell’Ordine e del Principe di Seborga.
Chiesa di San Martino e Palazzo dei Monaci
Nel 1611, l’Ordine nominò Maestro Generale e Principe di Seborga il ventenne César Barcillon de Saint-Paul, Priore di Roquefort e Saorge e futuro Abate del Monastero di Lerino.
Con piglio da vero condottiero, César si proclamò, subito dopo la sua nomina, Signore e Sovrano di Castrum de Sepulchro “tam in spiritualibus quam in temporalibus cum mero et mixto et libero imperio” e, dopo aver convocato i Priori dell’Ordine, il 13 ottobre 1611 deliberò di mutare il nome dell'Ordine in “Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri”, denominazione che sussiste tutt'oggi.
Per dare enfasi al fatto che l'Ordine era il padrone assoluto del Principato di Seborga, il Maestro Generale fece apporre sopra ogni tetto del Castello 13 coppi riportanti incisa la data del giorno e dell'anno della sua investitura ufficiale (13 ottobre 1611) e la sigla C.S. (Castrum Sepulchri).
Ancora, César fece apporre dei Cippi confinari con le iniziali di Castrum de Sepulchro e la croce dei Cavalieri templari.
Cippo confinario
Il Palazzo dei Monaci fu anche sede dell’Antica Zecca, dal 1666 al 1687.
Nel 1664, l’Ordine elesse Maestro Generale Robert Salicoffre, appartenente alla potente famiglia dei banchieri Salicoffre di Marsiglia.
Per arginare la sempre più pressante necessità di denaro, dovuta al fatto che le rendite del Principato erano sempre più esigue, il Principe di Seborga e Abate di Lerino César propose al Maestro Generale Salicoffre, di battere moneta in virtù della qualifica principesca del territorio seborghino.
In tal modo, l’immissione della nuova moneta avrebbe creato una nuova quantità di denaro disponibile e anche l’Ordine sarebbe potuto rientrare dei numerosi prestiti fatti al Monastero di Sant’Onorato di Lerino.
Venne quindi aperta, su approvazione del Principe César, una zecca per la battitura di monete da smerciare in Europa e nel vicino Oriente.
Nel 1666, nei locali del palazzo dell’Ordine, si iniziarono a coniare le monete di vario valore sul tipo dei “Luigi” di Francia, denominate “Luigini” ad opera di fiduciari.
Il primo atto ufficiale per battere le monete venne stipulato dal Principe e Abate César Barcillon con Bernardo Bareste di Mougins nel 1666, cui seguirono quelli con Silvano Condaz di Genova, nel 1679, e con Jean d’Abric di Nimes, nel 1686. 
Nel 1686, però, il Sovrano francese, volendo anche imporre il proprio potere sul Principato a discapito dell’Ordine, intervenne immediatamente e impartì l’ordine di chiudere la zecca ai Monaci lerinesi.
Il periodo di attività della Zecca continuò sino al 1687.
E’ giusto ricordare che in questo periodo le monete seborghine non trovarono buona accoglienza in Europa, dove ne venne proibito l’uso in Savoia, nel 1667, e in Piemonte, nel 1669, mentre in Francia non ebbero praticamente mai corso legale.

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Sempre all’interno del Paese, in fondo a Vicolo Chiuso, è situata la Cappella dei Templari, detta anche Grotta di Nostra Signora.

Cappella dei Templari
Fortemente voluta nel 2009 dal Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S. e Principe di Seborga Fra Giorgio Carbone, questa piccola cappella si distingue per l’ingresso in ferro battuto bianco con al centro della porta la croce rossa patente dell’Ordine e al suo interno una statua della Madonna con il Bambino, del secolo XIX, proveniente da Parigi.
La cappella, con l’interno in pietra, pur essendo molto piccola, emana un forte senso di spiritualità ed invita alla preghiera ed al raccoglimento.
Questi reperti storici sono dunque il segno visibile e tangibile del forte legame esistente ancora oggi tra Seborga e i Templari, un legame che niente e nessuno potranno mai spezzare.

La Redazione

Ingresso della Grotta della Sorgente Battesimale

Chiesa di San Bernardo

Palazzo dei Monaci

Croce templare di Piazza San Martino

Cappella dei Templari

Interno della Cappella dei Templari

Spade templari

Seborga di notte











venerdì 27 ottobre 2017

Il V.E.O.S.P.S.S. in visita ai Monaci benedettini di Villatalla

Domenica 22 ottobre l'incontro tra il Gran Priore dell'Ordine templare e il fondatore del monastero benedettino.


Il Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, Fra Riccardo Bonsi, accompagnato dal Segretario Generale, Fra Alessio Rossi, e dall'Ambasciatore at Large, Fra Antonio Awana Gana Costantini Picardi, ha fatto visita, domenica 22 ottobre, ai Monaci del monastero benedettino di Villatalla, sito in provincia di Imperia.
Ricevuti cordialmente dal Priore, Padre Jehan De Belleville, fondatore del monastero, e dai monaci Fra Antonio e Fra Salvatore, i membri del V.E.O.S.P.S.S. hanno dapprima visitato il monastero, poi hanno discusso a lungo con i monaci benedettini, trovando molti punti di incontro e gettando le basi per una stretta fratellanza e una duratura collaborazione.
La nuova comunità benedettina è nata il 2 luglio 2008 a Villatalla, piccolo borgo italiano, situato in Liguria nell'entroterra di Imperia.
Questa comunità è stata fondata da due monaci provenienti dall'abbazia di Le Barroux (Francia).
Il monastero, denominato di Santa Caterina da Siena, è abitato dai monaci benedettini dell'Immacolata della stretta osservanza, i quali seguono il rito tradizionale, celebrando la S. Messa in latino secondo il rito straordinario ripristinato da Benedetto XVI.
Al termine della riunione, i monaci hanno invitato i membri dell'Ordine a partecipare, nel Coro della Chiesa, di chiara origine templare, alla recitazione dei vespri in latino.

La Redazione




mercoledì 4 ottobre 2017

Il S.A.C. del V.E.O.S.P.S.S. presente alla casa di riposo di Desenzano del Garda

Domenica 1° ottobre, in occasione della Festa dei Nonni, il S.A.C. ha presenziato ai festeggiamenti della giornata.


Anche a Desenzano del Garda il Servizio di Assistenza Civile - S.A.C. del V.E.O.S.P.S.S. fa sentire la sua presenza.
Nella Casa di riposo della città, Fra Sandro ha prestato servizio in occasione della Festa dei Nonni.
In una splendida sala, gli anziani della casa di riposo, la maggior parte in carrozzella, hanno potuto assistere ad un'esibizione canora del coro femminile della scuola di musica di Desenzano.
La performance canora, (brani musicali degli anni 40/60/80), ha strappato al pubblico numerosi applausi e qualche lacrima. 
Al termine della giornata, il responsabile dei volontari si è complimentato con il S.A.C. per l'opera svolta. 
Anche in questa occasione, i Templari si sono posti al servizio del prossimo.

La Redazione

Il S.A.C. del V.E.O.S.P.S.S. e Legambiente insieme per pulire i giardini di Piazza Carlo III a Caserta

Sabato 30 settembre un centinaio di volontari si sono ritrovati a Caserta per ripulire Piazza Carlo III, una delle aree più in vista della città.


Il Servizio di Assistenza Civile - S.A.C. del V.E.O.S.P.S.S. e Legambiente, insieme ad altri volontari (in tutto un centinaio di persone), si sono ritrovati sabato mattina in Piazza Carlo III a Caserta per ripulire una delle aree più importanti della città in occasione della nuova edizione di "Puliamo il mondo", la bellissima iniziativa promossa da Legambiente.
Armati di guanti, scope e palette, i membri del S.A.C. (Fra Virginio e Fra Stefano), insieme agli altri volontari, hanno ripulito l'area, effettuando anche la raccolta differenziata dei rifiuti.
Una giornata utile ed educativa.
Il giornale Il Mattino ha redatto un lungo articolo sull'evento.

La Redazione

L'articolo del giornale Il Mattino di domenica 1 ottobre


domenica 1 ottobre 2017

I Templari del V.E.O.S.P.S.S. all'inaugurazione dell'Hotel degli insetti a Seborga con i bambini dell'Istituto Gaslini di Genova

La manifestazione si è tenuta sabato 30 settembre presso l'agriturismo-fattoria Monaci Templari.

L'agriturismo-fattoria Monaci Templari di Seborga ha ancora una volta fatto centro.
Sabato 30 settembre si è tenuta infatti l'inaugurazione dell'Hotel degli insetti,  un piccolo museo dove grazie anche all'arte fotografica di Luc Rose e Roberta Sala, è possibile conoscere gli insetti del territorio con le descrizioni e il loro comportamento, non solo attraverso un meraviglioso scenario fotografico, ma anche con veri insetti che si possono osservare al microscopio.
Per le sue caratteristiche, si tratta del primo museo in Italia.
Alla giornata di inaugurazione ha partecipato una delegazione del V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis.
Ospiti d'eccezione i bambini dell'Istituto Gaslini di Genova.
Ancora una volta, l'Agriturismo-fattoria Monaci Templari ha dimostrato di essere il punto di riferimento per le iniziative culturali e istruttive di Seborga.

La Redazione