Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam

Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam

martedì 5 luglio 2016

Esposta nell'Abbazia di Ferrania, in anteprima assoluta, la Reliquia del Beato Paolo VI, custodita dal V.E.O.S.P.S.S.

Si tratta di uno degli anelli conciliari in oro indossato dal Beato Giovanni Battista Montini (Paolo VI).

In occasione dei festeggiamenti dei Santi Pietro e Paolo di mercoledì 29 giugno, il V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis ha esposto nell'Abbazia di Ferrania, per la prima volta, la reliquia del Beato Paolo VI.
Si tratta di uno degli anelli, in oro 18 Kt, indossato da Papa Montini e donato ai Padri conciliari (i Vescovi invitati dal Papa al Concilio) il 6 dicembre 1965 in occasione della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II.
La giornata è iniziata con la Santa Messa, cui è seguita la processione, durante la quale il Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S., Fra Riccardo Bonsi, seguito da una nutrita delegazione dell'Ordine, ha portato la reliquia al fianco dell'Abate generale.
Al termine della processione, la reliquia, dopo essere stata benedetta dall'Abate generale, Fra don Massimo Iglina, è stata esposta alla venerazione dei fedeli, giunti numerosi per l'evento.
La reliquia, simboleggiante lo stretto legame esistente tra Papa Paolo VI e i Padri conciliari, presenta, nella parte anteriore, tre nicchie sormontate da una croce; al centro si trova Gesù Cristo, a sinistra San Pietro e a destra San Paolo.
All'interno dell'anello si trova lo stemma pontificale di Papa Montini.
Lo stesso Paolo VI abbandonò l'anello piscatorio per portare, sino al termine del suo pontificato, l'anello conciliare.
La preziosa reliquia è custodita dal V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis ed è posta sotto la sorveglianza dell'Abate Generale dell'Ordine, Fra don Massimo Iglina, Parroco di Rocchetta Cairo e Ferrania, e di don Pasquale Traetta, Parroco di Airole, Olivetta San Michele e Trucco.
Dopo l'esposizione nell'Abbazia di Ferrania, la reliquia inizierà un lungo viaggio per l'Italia e altri Stati nel mondo.

La Redazione





















domenica 3 luglio 2016

Strage di Dhaka in Bangladesh: uccisi perché non sapevano recitare il Corano

Cinque terroristi, al grido di Allah Akbar, hanno ucciso chi non sapeva recitare i versi del Corano. Tra le vittime 9 italiani.

Nadia Benedetti, Claudio Cappelli, Vincenzo D'Allestro, Claudia D'Antona, Simona Monti, Maria Riboli, Cristian Rossi e Marco Tondat.
La loro unica colpa è stata quella di non saper recitare i versi del Corano.
L'assalto al ristorante Holey Artisan Bakery di Dhaka ad opera di 5 terroristi porta la firma dell'ISIS.
Il bilancio è inquietante: 20 barbare esecuzioni a colpi di machete, nove italiani, sette giapponesi, due bengalesi, un americano e un indiano.
La rivendicazione dell'ISIS arriva subito sull'agenzia ufficiale Aamaq, prima che finisca l'attacco e le vittime vengono esibite su internet.
"Bestie, sono solo bestie", commenta il Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S., Fra Riccardo Bonsi, il quale prosegue: "Hanno massacrato persone innocenti solo perché non sapevano recitare i versi del Corano. 
Per quanto tempo dovremo continuare a subire? 
Per quanto tempo continueremo a restare inermi? 
Continuiamo a vantarci di avere in pugno la situazione, di avere tutto sotto controllo, invece siamo ormai invasi da soggetti che nulla hanno a che fare con i veri profughi, ma che sono in realtà killer pronti a colpire in qualsiasi momento. 
Questi luridi bastardi sono già tra noi, sono in tutta Europa, sono anche in Italia, e continuare a fare semplici proclami non serve a nulla. 
La situazione è drammatica e nessuno si sente più al sicuro, neanche nel proprio Paese.
Se le istituzioni non sono in grado o non vogliono intervenire, allora dobbiamo organizzarci e difenderci da soli.
Ormai non si tratta più di reazione, ma di difesa, perché, ripeto, loro sono già qui, tra di noi, perché noi li abbiamo accolti e noi continuiamo a mantenerli.
Perché i sedicenti profughi non vanno nei Paesi arabi?
Perché non si recano in Paesi come Arabia, Saudita, Qatar o Emirati Arabi, che sono tutti islamici?
Forse perché non avrebbe senso andare da chi ti sovvenziona, da chi ti arma, da chi ti paga.
Lo scopo è andare a colpire altrove, è destabilizzare l'Europa per renderla debole, spaventarla e favorire la penetrazione economica dei magnati del petrolio.
I conti non tornano, troppo buonismo da parte delle nostre istituzioni, troppa remissività e, d'altro canto, troppa tranquillità che non verremo colpiti in Patria.
Certo, finché ci vendiamo ai magnati islamici tutto bene, ma arriveremo ad un punto che non serviremo più e allora anche la nostra Patria diventerà un terreno di conquista.
Manca poco, i tempi sono maturi, l'infiltrazione è già avvenuta, ora non resta ai luridi bastardi che colpirci in casa.
Alcuni Stati europei sono già sotto assedio e presto toccherà anche all'Italia.
Dobbiamo reagire, lo dobbiamo fare per i nostri figli, per assicurare loro un futuro sereno, per farli crescere con i nostri valori, i valori della civiltà cristiana.
Noi non ci stiamo ed abbiamo deciso di fare qualcosa. 
Propongo ufficialmente a tutte le istituzioni cavalleresche e non, che realmente hanno la volontà di difendere la nostra civiltà, di riunirci, abbandonando ogni forma di divisione, per creare un piano di difesa, nel pieno rispetto delle leggi, ma con fermezza e decisione.
Nei prossimi giorni scriverò personalmente alle varie istituzioni per verificare se vi è la reale volontà di agire.
Noi comunque ci batteremo sino all'ultimo per tutelare e difendere la civiltà cristiana.
I vigliacchi dell'ISIS continuano a fare proclami contro i Crociati? Bene, da oggi sappiano che i Crociati ci sono e sono pronti a reagire ed i Templari sono pronti a guidare questa nuova crociata.
Allora avanti, senza timore, per difendere la cristianità.
Non Nobis, Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam!"

La Redazione