Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam

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giovedì 18 agosto 2016

Il V.E.O.S.P.S.S. scrive una lettera aperta agli Stati Cristiani del Mondo, all'ONU ed al Parlamento Europeo sulle stragi dei Cristiani

Unica soluzione possibile - dice il V.E.O.S.P.S.S. - è quella di imporre agli Stati di evidente matrice religiosa islamica (ad es. Arabia Saudita, Afghanistan, Bahrein, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Marocco, Oman, Qatar, Pakistan, Siria, Somalia, Sudan, Tunisia, Turchia e Yemen) di intervenire con fermezza e decisione, anche militarmente, contro i terroristi e contro coloro che li finanziano.
Gli Stati Cristiani, l'ONU ed il Parlamento Europeo avranno però il coraggio di sollecitare questi Stati?


Con una lettera aperta agli Stati Cristiani del Mondo, all'ONU ed al Parlamento Europeo, il V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis propone una soluzione per fermare gli attacchi terroristici e i massacri dei Cristiani in Europa e nel Mondo
La lettera è stata inviata anche alle principali testate giornalistiche internazionali.
L'Ordine templare vuole sperare, seguendo le parole di Sua Santità Papa Francesco, che gli attacchi terroristici non siano il segno di una “guerra di religione”, ma, risultando difficile individuare e delimitare l’attuale nemico nonché attuare un’efficace prevenzione, il dubbio di trovarsi nel mezzo di una “guerra di religione” è più che legittimo.
Per il V.E.O.S.P.S.S. unica soluzione possibile per fermare i massacri è quella di imporre agli Stati islamici come Arabia Saudita, Afghanistan, Bahrein, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Marocco, Oman, Qatar, Pakistan, Siria, Somalia, Sudan, Tunisia, Turchia e Yemen di intervenire in maniera decisa, anche militarmente, contro i terroristi e contro i loro finanziatori.
Inoltre, un intervento massiccio di questi Stati, dimostrerebbe che non si tratta di una guerra di religione e la loro estraneità ai fatti in oggetto (estraneità che, peraltro, genera molti dubbi).
L'eliminazione dell'Isis comporterebbe l'eliminazione dei terroristi che si trovano in Europa, perché verrebbe a finire la propaganda terroristica.
Qualora gli Stati interpellati non dovessero intervenire o accampassero assurde scuse, allora la loro complicità sarebbe palese e si tratterebbe di una guerra di religione, con il premeditato tentativo di eliminare la civiltà cristiana.
Il V.E.O.S.P.S.S., dunque, espone la sua idea e propone una soluzione, senza false ipocrisie e senza i soliti buonismi assurdi.
Quanti giornali avranno però la forza e la libertà di pubblicare questa lettera aperta?
Soprattutto, quanti Capi di Stato e quanti governi avranno il coraggio di seguire questa proposta?
E l'ONU ed il Parlamento Europeo cosa faranno?
In fondo la proposta del V.E.O.S.P.S.S. è di una logica disarmante, ma è anche una proposta che mette tutti con le spalle al muro: gli Stati islamici che non combattono l'Isis sono palesemente conniventi e gli Stati cristiani che non seguono la proposta dell'Ordine templare probabilmente sono tenuti in scacco proprio dagli Stati islamici che di fatto sono i sostenitori e i finanziatori di coloro che stanno cercando di sterminare la civiltà cristiana.
Adesso siamo alla resa dei conti: con una semplice proposta si possono smascherare gli ipocriti, i venduti, i sottomessi e, soprattutto, si può capire se siamo o meno in mezzo ad una guerra di religione.
E se gli Stati cristiani dovessero latitare, allora toccherebbe ai popoli cristiani reagire per difendersi.
Il V.E.O.S.P.S.S. sta dimostrando che i Templari, quelli veri, sono concretamente pronti a difendere la cristianità: chi altro è pronto?

La Redazione

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LETTERA APERTA

Agli Stati cristiani del Mondo
All’Organizzazione delle Nazioni Unite - O.N.U.
Al Parlamento europeo

Il V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, istituzione di ispirazione laico-monastica cistercense-templare, iscritta in Italia in forma associativa presso il Tribunale e l’Agenzia delle Entrate, con Codice Fiscale 96081830042, con Sede Generale in Seborga - Italia e Sede rappresentativa presso l’Abbazia dei SS. Pietro e Paolo di Ferrania (Savona - Italia), nella persona dei Membri del Gran Consiglio, in riferimento agli atroci attentati terroristici che hanno interessato diversi Stati d’Europa e del Mondo, veri e propri atti di guerra caratterizzati dalle stragi di Cristiani perpetrate in nome dell’Islam e riconducibili al sedicente Daesh, che stanno mettendo in serio pericolo la nostra millenaria civiltà cristiana e la pace tra i popoli, dopo un’attenta analisi della situazione, ritiene doveroso, in nome della propria missione, contestualizzata nel proprio Statuto e nella Regola, proporre una possibile strategia operativa per porre fine a questo assurdo spargimento di sangue.
Fattore comune ai terroristi è il commettere gli attentati inneggiando sempre alla religione islamica, manifestando un evidente atteggiamento da “guerra santa” nei confronti della civiltà cristiana.
Noi vogliamo sperare, riferendoci anche alle dichiarazioni di Sua Santità Papa Francesco, sicuramente condivise da molti Capi di Stato e Capi Religiosi, che tali attacchi non siano il segno di una “guerra di religione”, ma ci rendiamo anche conto che, risultando difficile individuare e delimitare l’attuale nemico nonché attuare un’efficace prevenzione, il dubbio di trovarsi nel mezzo di una “guerra di religione” sia legittimo.
Unica soluzione possibile, a nostro avviso, è quella di imporre agli Stati di evidente matrice religiosa islamica (ad es. Arabia Saudita, Afghanistan, Bahrein, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Marocco, Oman, Qatar, Pakistan, Siria, Somalia, Sudan, Tunisia, Turchia e Yemen) di intervenire con fermezza e decisione, anche militarmente, contro i terroristi e contro coloro che li finanziano.
Un intervento massiccio e determinato di questi Stati, oltre a porre fine al tentativo di annientamento della nostra civiltà cristiana, dimostrerebbe, senza ombra di dubbio, che non si tratta di una “guerra di religione” e, soprattutto, la loro estraneità ai fatti in oggetto.
Del resto, questi terroristi agiscono sempre in nome di Allah e, quindi, ci sembra giusto e doveroso che tali Stati, anche per preservare l’integrità della loro religione islamica, intervengano immediatamente con azioni decise e risolutive.
Se non si tratta di una guerra di religione, eliminare il Daesh vuol dire "disinnescare" i tanti terroristi-bomba che si trovano in Europa, perché verrebbe a finire la propaganda terroristica.
Nella malaugurata ipotesi che tali Stati, accampando assurde scuse, che già sin da ora respingiamo, non dovessero intervenire e porre fine a questo eccidio, dovremmo, pur se a malincuore, rivedere le nostre posizioni e trarre una triste conclusione in quanto ci troveremmo veramente di fronte ad una GUERRA DI RELIGIONE, alla quale TUTTI gli Stati e TUTTI i Popoli che sono nati e cresciuti e che si sono sviluppati grazie alla civiltà cristiana, hanno il DOVERE di rispondere con fermezza e decisione, avendo a questo punto individuato CON CERTEZZA il nemico da combattere ed i suoi alleati.
Vi preghiamo, pertanto, di attivarvi e di considerare seriamente tale proposta.
Confidiamo in tutti voi, a partire dal Santo Padre Francesco e dai Capi religiosi delle varie fedi cristiane, nonché dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea, affinché tuteliate i valori millenari di pace della nostra civiltà cristiana.
Per favore, fermate subito questo eccidio.

Restando a disposizione per qualsiasi collaborazione, porgiamo distinti saluti.

Seborga, 3 Agosto A.D. 2016

Firmato

Il Gran Priore, Fra Riccardo Bonsi
Il Gran Priore Vicario, Fra Sandro Vinciguerra
Il Segretario generale, Fra Alessio Rossi 
Il Gran Cancelliere, Fra Valter Barbero 
Il Tesoriere Generale, Fra Antonino Cao