Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam

Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam

venerdì 21 ottobre 2016

Siamo tutti Esorcisti - interessanti e illuminanti riflessioni del grande monaco benedettino esorcista Pellegrino Alfredo Maria Ernetti

Nel 1990, Padre Pellegrino Alfredo Maria Ernetti scrive che "Tutti i battezzati, in quanto incorporati a Cristo nel battesimo ed avendo avuto lo Spirito Santo nella confermazione (Cresima), come lottatori e soldati di Cristo contro Satana possono pregare e lottare in tutte le manifestazioni ordinarie e straordinarie demoniache, eccetto nel caso dell'ossessione".

Padre Pellegrino Alfredo Maria Ernetti (Rocca Santo Stefano, 13 ottobre 1925 - Isola di San Giorgio Maggiore - Venezia, 8 aprile 1994) è stato un monaco benedettino, teologo, musicologo, scienziato ed esorcista italiano.
Nel 1990 ha scritto alcune riflessioni sull'Esorcismo e su chi ha facoltà di esercitarlo.
Ne scaturisce una lettura interessante ed illuminante che sicuramente appassionerà i lettori, creando numerosi spunti di riflessione.

L'attività per contrastare il demonio, detta Esorcismo, rientra, come campo di applicazione, nei Sacramentali.
Il Codice di Diritto Canonico recita che "I Sacramentali sono segni sacri con cui, per una qualche imitazione dei sacramenti, vengono significati e ottenuti per l'impetrazione della Chiesa, effetti soprattutto spirituali" (can. 1166).
"I Sacramenti del Nuovo Testamento, istituiti da Cristo Signore e affidati alla Chiesa, in quanto azioni di Cristo e della Chiesa, sono segni e mezzi mediante i quali la fede viene espressa e irrobustita, si rende culto a Dio e si compie la santificazione degli uomini, e pertanto concorrono sommamente a iniziare, confermare e manifestare la comunione ecclesiastica; perciò nella loro celebrazione sia i sacri ministri sia gli altri fedeli debbono avere una profonda venerazione e la dovuta diligenza" (can. 840).
Come si vede, in analogia con i Sacramenti, anche i Sacramentali sono "segni" della fede orante e intercedente della Chiesa (ex Ecclesiae impetratione), la quale, mediante il linguaggio proprio della litur­gia, impetra, secondo la specificità di ogni Sacramentale, grazie e aiuti attuali e anche favori tempo­rali, utili al credente nel piano salvifico.
I Sacramentali hanno una certa somiglianza con i Sacramenti in quanto sono anch'essi mezzi per ottenere la grazia, ma differiscono profondamente dai sacramenti per vari motivi:
1) Per l'origine: i Sacramenti sono stati istituiti da Cristo, mentre i Sacramentali vengono proposti dalla Chiesa.
2) Per gli effetti: i Sacramenti producono direttamente la grazia santificante o il suo aumento; i Sacramentali ottengono direttamente soltanto grazie attuali e aiuti divini.
3) Per il modo di azione: mentre i Sacramenti hanno la loro efficacia per la valida amministrazione (ex opere operato), l'efficacia dei Sacramentali è ottenuta in forza della dignità morale di colui che compie il rito e di colui che l'accoglie (ex opere operantis).
4) Per il numero: i Sacramenti sono sette, mentre il numero dei Sacramentali è indefinito e, per disposizione della Chiesa, può variare secondo le diverse circostanze.
Come nella liturgia sacramentale, l'aspetto trinitario è costitutivamente presente ed operante, poiché solo così si significa che l'effetto spirituale che consegue, impetrato dalla Chiesa, è sempre donato dal Padre, mediante il Figlio, nello Spirito Santo (vedi: Commento al Codice di Diritto Canonico, Pontificia Università Urbaniana, Roma 1985, pag. 681 ss.).
L'Esorcismo, dunque, è un Sacramentale, è un atto di culto divino, inteso alla santificazione.
Questo si evince dalla attuale "mens" giuridica.
Infatti, nell'attuale Codice di Diritto Canonico abbiamo un solo canone che parla di Esorcismo, è il 1172, il quale recita così: "§1. Nessuno può legittimamente pronunciare esorcismi sugli ossessi, se non abbia ottenuto dall'Ordinario del luogo la peculiare ed espressa licenza. §2. L'Ordinario del luogo conceda tale licenza solo al sacerdote che sia ornato di pietà, di scienza, di prudenza e d'integrità di vita.".
Ora, questo Canone appartiene al Titolo I che tratta dei Sacramentali, e che, a sua volta è contenuto nella II parte ("Degli altri atti del culto divino") del libro IV, il quale tratta appunto "dell'ufficio della chiesa di santificare" i fedeli.
Dunque, l'Esorcismo, nella mente e concezione della Chiesa, rientra nei Sacramentali che, da una parte realizzano il "culto divino", e dall'altra parte "donano la santificazione", in questo caso liberando il fedele da qualsiasi presenza demoniaca.

Nella riforma conciliare sono stati emanati sinora quattro documenti riguardanti l'Esorcismo:
1) L'Ordo Baptismi Parvulorum: il rito per battezzare i bambini (il 15/5/1969), dove si dà per certa l'esistenza dell'Esorcismo sul battezzando bambino.
2) L'Ordo benedicendi Oleum...: il rito per benedire gli oli sacri (3/12/1970), dove si parla degli effetti dell'Esorcismo.
3) L'Ordo initiationis christianae adultorum: il rito dell'iniziazione degli adulti (6/1/1972), dove si danno per certi:
a) l'esistenza dell'Esorcismo per il battezzando adulto;
b) la loro descrizione rituale celebrativa;
c) la distinzione tra Exorcismi primi, seu minores e Exorcismi inseriti negli scrutinia;
d) i ministri di dette forme di Esorcismi;
e) gli effetti degli Esorcismi.
4) Il Codice di Diritto Canonico: il canone 1172 già citato, ove si parla dell'Esorcismo agli ossessi (15/1/1983).

Dai precedenti documenti ufficiali della Chiesa risulta:
1) che gli Esorcismi, in senso stretto, sono:
a) l'Esorcismo liturgico che la Chiesa usa per l'amministrazione del Battesimo, il cui soggetto è il catecumeno (bambino o adulto) e i cui ministri sono il presbitero, il diacono e anche il catechista;
b) l'Esorcismo liturgico-giuridico, il cui soggetto è "l'ossesso" e il cui ministro è il presbitero "dotato di pietà, di scienza, di prudenza e di integrità di vita".
2) che gli Esorcismi sono un rito sacramentale di cui la Chiesa fa uso come benedizione invocativa su persone, i cui scopi sono vari: catechetici, formativi, di disposizione (al Battesimo-Cresima-Eucaristia), di liberazione dall'influsso diabolico (quest'ultimo scopo c'è sempre); inoltre gli Esorcismi fanno comprendere i veri caratteri della vita spirituale, la lotta fra la carne e lo spirito, il continuo bisogno dell'aiuto divino per lottare in continuazione contro il nemico di Cristo e dei suoi seguaci, per essere liberati dall'influsso del peccato originale e dagli assalti di Satana, per essere rinvigoriti nel cammino spirituale verso l'incontro del Signore che viene incessantemente nei cuori.

Riflettendo teologicamente sulle realtà bibliche, ci appaiono tre realtà irrefutabili:
1) Dio ha creato il mondo "buono" ("Vidit Deus quod esset bonum", Gen 1,10. 12,18. 21.25) e "bello" (pulchrum).
2) il peccato e la morte sono opera del demonio da lui realizzate proprio in questo mondo "buono e bello"; egli ne è divenuto il "principe" e se ne è fatto possessore ("Totus mundus positus est in maligno... princeps huius mundi...", I Giov 5,19 passim).
3) Questo principe-diavolo di questo mondo "è stato già giudicato, gettato fuori... non ha potere sul Cristo... che è il vero Re dell'universo... e a cui tutto deve essere progressivamente assoggettato, perché ogni realtà visibile e invisibile nei cieli e nella terra è stata creata in vista di Lui e per Lui (S. Giovanni, S. Luca, S. Paolo e tutto il Nuovo Testamento ne parla in continuazione).

Pertanto, negare l'esistenza del demonio e i suoi malefici effetti, vuol dire negare il Cristo e la Sua opera salvifica che si prolunga nei secoli mediante l'opera della Sua Sposa, la Chiesa, alla quale Egli ha dato il preciso mandato di "scacciare i demoni".
Come abbiamo detto più volte, e come lo stesso Satana ripete nei vari esorcismi, il negare la sua esistenza è un vero e grande favore che gli si fa, perché possa operare nelle anime con maggiore libertà ed efficacia.
E quei fedeli e sacerdoti e vescovi che lo negano, sono dei veri eretici, in quanto la sua esistenza è un Dogma doppiamente affermato sia da Gesù sia dalla sua Chiesa.
Il problema delle scienze moderne di psichiatria e di psicologia non ha nulla a che vedere con l'esistenza di Satana e dei suoi infernali effetti: non confondiamo le idee e le realtà.
Ed è inutile, anzi dannoso alla vera e solida fede cristiana, lo scandalizzarsi allorché anche i Papi ne parlano esplicitamente, come abbiamo già ricordato (cfr. il disc. "Liberaci dal male" di Paolo VI, del 23/11/1972, e quello di Giovanni Paolo II, "La vittoria di Cristo sopra lo spirito del male", del 24/8/1986, che suscitarono veri e propri scandali farisaici e morbosi sia presso giornalisti laici, e sia presso pseudo-cristiani...).

Nella teologia liturgica esistono alcuni principi fondamentali:
1) Quanto Cristo fece nella sua vita, la Chiesa nei e con i suoi fedeli lo perpetua nel tempo e nello spazio, sempre in un contesto liturgico-vitale.
2) La Chiesa altro non fa che attuare, nel corso del tempo, in modo anamnetico (perciò vero ed efficace), quanto Gesù ha compiuto nella sua vita terrena con una modalità simile alla nostra, e che ora noi compiamo con Lui, con una modalità analoga alla Sua di Sommo ed Eterno Sacerdote.
3) L'autentica specificità e novità del modo di agire del cristiano è, e deve essere, unicamente in relazione al modo di agire di Cristo.
Quanto Cristo fece nella sua vita, la Chiesa lo rivive nei suoi singoli fedeli.

Dunque anche l'Esorcismo è una attuazione anamnetica del modo di agire di Gesù vittorioso sul male e sull'autore del male, Satana.
Se è vero che a causa del peccato dell'uomo nel mondo è entrato il male, è anche vero che a causa dell'Incarnazione del Verbo e della sua Passione, Morte e Risurrezione, la corruzione della natura umana è stata redenta.
La persona può diventare figlia di adozione di Dio e vincere le potenze delle tenebre che dominano il mondo.
Il Cristo stesso che fu tentato dal Satana, ha vinto.
Anzi nella Sua vita più volte scacciò il Satana facendo prevalere su di lui la sua divina volontà.
Specialmente l'evangelista Luca sottolinea che Satana tentò il Cristo addirittura nella passione, dunque nel momento culminante del suo Mistero Pasquale.
Tuttavia è certezza del deposito della fede cristiana sia che Cristo è vittorioso per mezzo dello stesso Mistero Pasquale da Lui compiuto, sia che Egli compartecipa la sua vittoria ai redenti del Suo Sangue.
Essi sono sospinti ad agire come Egli ha agito, facendo del bene e liberando gli oppressi dal diavolo.
D'altro canto i Dodici, ed altri discepoli, erano già stati ammaestrati e spinti ad agire contro Satana, direttamente da Cristo.
Egli ha instaurato un regno di fede i cui confini progressivamente si estendono quanto più diminuisce la presenza attiva del demonio.
Fa parte del primitivo deposito della fede un insieme di certezze che non si possono intaccare, senza svilire in qualche modo l'adorabile volontà del Cristo.
Esse possono essere così sintetizzate:
a) La necessità di pregare per essere liberati dal male-maligno (Mt 6,13).
b) La convinzione di essere sotto l'efficacia della domanda del Cristo mediatore presso il Padre perché "i suoi" siano preservati dal maligno (Gv 17,15).
c) La persuasione che per mezzo di Cristo il principe di questo mondo è gettato fuori (Gv 12,31).
d) L'impellente esigenza di realizzare quanto Cristo ha promesso a chi crede, di scacciare cioè i demoni in nome Suo (Mc 16,17).
e) La convinzione che in ragione della Persona di Cristo e della sua autorità, in forza dello Spirito Santo, i cristiani possono comandare al più forte di loro, ma non di Cristo (At 16,16-19).

Fin dalle primitive comunità cristiane, le espressioni o formule esorcistiche variavano: dallo scongiuro indicativo (exorcizo te, adiuro te...) al deprecativo (erradicare, effugare, discede...), all'ottativo di supplica (rogamus, deprecamur...).
Inoltre esistono anche delle formule direttamente epicletiche sia indicative (benedico, invoco, confirmo) sia deprecative (aspice, mitte...) sia ottative (benedictio, descendat...).
Il soggetto-oggetto dell'Esorcismo sono state sempre le cose, gli animali e le persone ossesse dal demonio.
Si fanno benedizioni di santificazione su tutti gli elementi creati "buoni" da Dio, ma che il demonio ha voluto profanare con la sua nefasta presenza.
L'azione del Cristo Redentore e Salvatore è anamneticamente ripresentata e, con efficacia, esercitata "in misterium".
Tutto ciò che ha compiuto Cristo è passato nei misteri che riattualizzano, in forma vitale e reale, gli atti divini del Redentore (S. Leone Magno): "Hodie Christus natus est... Hodie Christus apparuit... Hodie crucifixus est... Hodie resurrexit... Hodie ascendit ad Patrem...".
È la teologia dell`oggi, nel quale, la Chiesa, celebrando il singolo mistero, lo attua realmente.
E quando esorcizza l'ossesso, è ancora il Cristo che, per mezzo della Chiesa, esorcizza: infatti il ministro sacro lo fa nel "nome di Gesù" che, appunto volle e disse: "In nomine meo eicite demonia".
È Gesù, è sempre nel Suo nome che la Chiesa agisce: agisce "in persona Christi".
Oh, la forza del Nome di Gesù!
Nel Suo nome gli Apostoli e i Santi guariscono le membra inferme dei malati, risuscitano i morti e... scacciano i demoni.
Il Nome di Gesù è la più grande forza che la Chiesa possiede per vincere sempre contro ogni "potenza delle tenebre".

La Chiesa è convinta che ogni anima porta in sé il peccato originale, e dunque è sotto l'azione di Satana, donde la sua cura pastorale e l'azione santificatrice, seguendo il suo Cristo e Sposo.
Da qui sono nate le tantissime espressioni eucologiche, che significano la continua rinuncia a Satana e l'adesione a Cristo.
La Chiesa non ha mai cessato di ricordare ai suoi fedeli la necessità del combattimento contro Satana.
I cristiani infatti "Sono nel mondo, ma non appartengono al mondo" (Gv 17,11.14.16), ma al Cristo che li ha redenti dal dominio di Satana.
È da meditare il brano seguente di S. Paolo che prepara il cristiano alla infernale lotta: "Raffor­zatevi nel Signore e con la sua possente forza vestite l'intera armatura di Dio per contrastare le ingegnose macchinazioni del diavolo: infatti non lottiamo contro una natura umana mortale, ma contro i principi, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo oscuro, contro gli spiriti maligni delle regioni celesti. 
Per questo motivo indossate l'intera armatura di Dio per resistere nel giorno malvagio e, dopo aver tutto predisposto, tenete saldamente il campo. 
State saldi dunque, avendo già ai fianchi la cintura della verità, indosso la corazza della giustizia, e calzate i piedi con la prontezza che dà il Vangelo della pace; in ogni occasione imbracciando lo scudo della fede, col quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio: mossi dallo Spirito pregate incessantemente con ogni sorta di preghiera e di supplica..." (Ef 6,10-18).

Nella Chiesa l'eucologia esorcistica si presenta sotto due aspetti:
1) come preghiera "apotropaica" (dal greco: apotropaios-apotrepein, cioè "allontanare") che cioè "allontana-scaccia" l'influsso e la presenza di Satana dalle persone e dalle cose.
2) come preghiera "preventiva" (alcuni la chiamano anche "profilattica", nel senso di "mettere in guardia da..."): sono cioè preghiere che prevengono l'influsso diabolico e impediscono di agire sui fedeli e sulle cose.
Le preghiere e l'Esorcismo "apotropaico" è antichissimo e nasce dallo stesso Gesù che ammonisce di scacciare il demonio mediante il digiuno e le preghiere (Mt 17,20-21).
L'Esorcismo pertanto è, sotto un certo aspetto, istituito dallo stesso Gesù; mentre l'esorcistato è di molto posteriore, si legga la Traditio Apostolica.
Le preghiere e l'Esorcismo "preventivo" è innato nello stesso stato di essere del cristiano in quanto battezzato, poi cresimato e che vive della Eucaristia.
Dal carattere battesimale gli proviene già il titolo di vero "lottatore" contro Satana.
E la stessa preghiera del Pater Noster gli dona il titolo valido per lottare già in forma "preventiva".
Egli non soltanto ha lo stretto "dovere" di soldato e seguace di Cristo che è venuto in terra "per distruggere le opere del demonio", ma ne ha anche il "diritto" a partecipare a questa lotta, diritto sempre anche esso proveniente sia dal carattere battesimale, sia dal carattere crismale, e, nutrito di Gesù alla mensa eucaristica, diventa sempre più forte per ottenere la vittoria, insieme al suo Re e Vincitore Cristo.

Dunque: tutti siamo Esorcisti, lottatori e vincitori contro Satana! 
Ma si spiega anche che, come Esorcista, il fedele altro non fa che esercitare ed espletare il suo Jus Nativum connaturato nel sacerdozio comune dei fedeli: il fedele in tal caso agisce nella Chiesa in quanto appunto battezzato e cresimato.
Ciò è più che lecito; anzi è opportuno e salutare che ogni fedele faccia per sé almeno per l'ambito del mondo (persone e ­cose) che lo circonda ogni sforzo, preghiera, azione per tener lontano l'influsso, quale che sia, di Satana, impedendogli di agire in forza di Cristo.
Dall'agire del singolo fedele all'agire su scala ecclesiale (e viceversa) c'è continuità.
È all'Ecclesia in quanto tale, e cioè in quanto ministra ufficiale del mandato di Cristo, che spettano le forme di Esorcismo apotropaiche.
Infatti una volta che il catecumeno è battezzato in Cristo in virtù dello Spirito ed è confermato nello Spirito in virtù di Cristo, egli comincia a possedere lo Jus Nativum congiunto ad una obbligatorietà ontologica per espletare l'Esorcismo profilattico, fino a potere (per mandato della Chiesa se si tratta di un ministero ufficiale) espletare l'Esorcismo apotropaico.
Non dimentichiamo poi che tutte le formule genuine esorcistiche sono formule epicletiche: è lo Spirito Santo, il digitus Dei con cui lo stesso Cristo scacciava i demoni, che opera la vittoria del mistero pasquale che Cristo ha realizzato e con cui ha vinto il peccato, la morte e il maligno.

Ma se tutti siamo Esorcisti, allora in che consiste la figura dell'Esorcista?
Chi è l'Esorcista, oggi tanto chiacchierato e tanto malamente compreso?
Quasi sembra una bestia strana, da baraccone, a cui si perviene come ad un tocca-sana per tutti i malanni di questo mondo come se tutti, appunto, fossero opera soltanto del demonio!
Abbiamo riportato sopra il testo ufficiale del Codice di Diritto Canoni­co, il quale è molto chiaro e preciso, ma purtroppo male, e volutamente, interpretato anche da certi stessi Esorcisti.
Dunque vediamo di analiz­zare e approfondire questo testo che così recita: Canone 1172:
"§1 - Nemo exorcismus in obsessos proferre legitime potest, nisi ab Ordinario loti peculiarem et expressam licentiam obtinuerit.
§2 - Haec licentia ab Ordinario loti concedatur tantummodo presbytero pietate, scientia, prudentia ac vitae integritate praedito".
Ho voluto riportare qui il testo latino ufficiale (precedentemente ho riportato la traduzione italiana) per meglio chiarire il significato.
Anzitutto, il testo parla unicamente di "Esorcismi negli ossessi" termine ben preciso nell'attività demoniaca, da non confondere con altri termini pure appartenenti a tale attività infernale.
In che consiste l'attività ordinaria e straordinaria del demonio?
A) Attività ordinaria del demonio: favorisce in noi il risveglio delle tre concupiscenze (la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita) per tentarci e indurci al peccato.
Noi sappiamo che la spinta al male ci proviene da tre cause: dalla nostra natura, ferita dal peccato originale, dal mondo e dal demonio.
Purtroppo Satana "risve­glia" in noi continuamente le tre concupiscenze con pressanti tentazioni di superbia-orgoglio, di lussuria, di avidità a tutti i livelli e in tutte le categorie, dal singolo individuo, alla famiglia, alla società, in campo politico, economico, diplomatico ecc., per cui Gesù giustamente disse: "Totus mundus positus est in maligno: tutto il mondo è nelle mani del maligno": nessuno vi può scampare!
B) Attività straordinaria del demonio: consiste in una gradualità di attività demoniaca sempre più grave che oggi viene così denominata dai migliori teologi-esorcisti:
1) Soggezione diabolica: chi fa un patto esplicito o implicito col demonio, si dona volontariamente al demonio.
2) Disturbi esterni: sofferenze fisiche, battiture, pugni, flagellazioni da parte del demonio.
3) Infestazioni diaboliche: assalti demoniaci agli averi, ai luoghi, agli oggetti.
4) Vessazioni diaboliche: manifestazioni più o meno gravi, diaboliche, che possono colpire persone o famiglie nella salute, negli affetti ecc.
5) Invasioni diaboliche: sindrome intellettuali e sdoppiamento intellettivo, ma non volitivo.
6) Possessioni diaboliche: forme gravi di presenza diabolica col possesso del corpo, non dell'ani­ma, per cui l'individuo fa e dice cose che non direbbe mai se fosse in stato normale.
7) Ossessioni diaboliche: comportano la presenza perma­nente del demonio in un corpo umano ed implicano il blocco mentale intellettivo, volitivo e affettivo.
Ora il nuovo Codice di Diritto Canonico si interessa soltanto di questa ultima forma dell'attività straordinaria del demonio, l'Ossessione: "Nessuno può legittimamente pronunciare esorcismi sugli Ossessi, se non abbia ottenuto dall'Ordinario del luogo la peculiare ed espressa licenza".

Il Codice parla di "Esorcismo" soltanto ed unicamente in questo canone, e mai più.
Inoltre questo canone non parla se non di "Ossessi".
In terzo luogo non ordina affatto al Vescovo di "nominare" degli Esorcisti, come purtroppo oggi insistentemente dicono e vogliono certi stessi esorcisti poco preparati in Diritto Canonico, e si permettono addirittura di tacciare i Vescovi di "essere in peccato mortale" qualora non nominino Esorcisti nella propria diocesi.
No, nessun Vescovo "deve nominare Esorcisti" in forza del Diritto Canonico.
Al contrario, è il singolo sacerdote che "deve domandare la peculiare ed espressa licenza all'Ordinario" qualora si trovasse di fronte ad un ossesso da esorcizzare.
Al Vescovo, invece, spetta discernere se il sacerdote richiedente abbia o meno le dovute e debite qualità "di pietà, di scienza, di prudenza e di integrità di vita" per poter lottare contro il demonio esistente in una creatura in forma ossessiva.
Anzitutto una domanda: perché mai il Codice vuole che il sacerdote richieda il permesso del Vescovo soltanto allorché si tratta di "Ossesso" e non per le altre forme di attività ordinaria e straordinaria del demonio?
La risposta è questa: solo l'Ossesso è totalmente e permanentemente in balìa del demonio, con il totale "blocco mentale intellettivo, volitivo e affettivo".
In tal caso l'Ossesso non pensa più, non vuole più, non ama più per sé, bensì solo manovrato e diretto dal diavolo, il quale sa tutto e conosce il sacerdote e i presenti; troppe volte ha detto e svelato fatti nascosti anche di vita interiore e peccaminosa.
Ecco allora la necessità della autorità "superiore" di colui che ha la pienezza del sacerdozio e che incarna la "Ecclesia" in quella comunità diocesana: il sacerdote agisce in virtù di questa "pienezza sacerdotale" del Vescovo, del successore degli Apostoli sui quali Cristo ha fondato la sua Chiesa, con tutti i poteri divini.
Dunque non esiste un "ufficio-munus" che abbia il nome di "Esorcista" nel Codice di Diritto Canonico.
Pertanto il Vescovo non deve nominare affatto nessun "Esorcista", quasi fosse un "ufficiale" di Curia ovvero diocesano.
Il Vescovo come detto deve soltanto dare il permesso ad un sacerdote, per benedire un Ossesso, e basta.
Infatti l'Esorcismo non è altro, come già detto, che una benedizione ovvero un sacramentale da recitare sulla povera e mal capitata creatura.
Per tutte le altre attività demoniache, sopra elencate, tutti i battezzati e cresimati hanno, indistintamente, il "munus" e il "dovere" di lottare insieme a Gesù per debellare il nemico infernale.
Tutti siamo dei "soldati di Gesù", tutti siamo dei "lottatori" che - come dice S. Paolo - lottiamo "nello stadio" di questo mondo; continuiamo cioè l'opera di Cristo per "distruggere le opere del demonio".
Lottiamo in forza del nome adorabile di Gesù.
Egli infatti ce ne ha dato il mandato, prima di ascendere al cielo, quasi come suo testamento: "Questi saranno i segni che accompagne­ranno quelli che credono: nel mio Nome scacceranno i demoni..... imporranno le mani ai malati e questi guariranno" (Mc 16,17-18).
Lottare contro il demonio è un effetto e una conseguenza della nostra fede in Gesù; fa parte dei doni datici da Lui, ed insieme delle qualità del vero suo seguace che, usando la virtù della fortezza nello Spirito Santo, si schiera con Gesù e i suoi Apostoli e Martiri per "schiacciare" la testa del dragone infernale.

Da quanto detto, bisognerà ripristinare la vita e la pratica pastorale dei cristiani dei secoli antichi, durata sino al 1400 circa.
Vita piena della presenza sacramentaria, per cui si vive la presenza di Dio in noi: il demonio sta lontano da queste anime, come dice l'Apostolo dell'amore, S. Giovanni: "Chi è nato da Dio preserva se stesso e il maligno non lo tocca" (1 Gv 5,18).
Anzitutto vivere costantemente il Battesimo è basilare ed essen­ziale nella lotta contro Satana.
Noi apparteniamo a Gesù, in un continuo apporto di amore: per questo Satana e il mondo "ci odiano".
La frequente rinnovazione delle promesse battesimali con le relative rinunce a Satana, la frequente recita del Credo con la relativa riaffermazione della nostra fede ai sacri misteri della nostra religione, sono la nostra quotidiana forza, scudo e baluardo contro Satana.
Insegnare a vivere il Sacramento della Confermazione quando, appunto, divenimmo veri lottatori, insieme a Gesù, contro Satana, mediante la effusione particolare dello Spirito Santo, che ci ha donato tutti i Suoi doni, e in particolar modo quello della fortezza.
"Non spegnere lo Spirito Santo" ci esorta S. Paolo.
La devozione allo Spirito Santo dovrebbe essere la prima, al di sopra di qualsiasi altra.
Oggi vi è troppo "devozionismo" e dispersione di forze spirituali: si dimentica troppo l'Autore e Fattore dei più grandi misteri della nostra fede, compreso quello del Mistero Pasquale, da cui provengono tutti i Sacra­menti; ci si dimentica, ovvero si mette in ultimo luogo, lo Spirito del Padre e del Figlio, l'alter ego di Gesù, senza il quale nulla possiamo.
Eppure Egli inabita sempre in noi, e noi siamo il Suo tempio santo!
Il Sacramento della Confessione, lo sappiamo, è la seconda tavola della salvezza, dopo il Battesimo.
I nostri peccati quotidiani, purtroppo, mai vengono meno.
Ed è proprio su questo terreno che Satana costruisce la sua casa infernale.
L'esperienza insegna che difficilmente Satana riesce a penetrare in un'anima che si lava frequentemente con il sangue preziosissimo di Gesù.
Questo Sangue diventa la vera corazza dell'anima, contro la quale Satana potrà cozzare, ma non fare alcuna breccia.
La frequenza assidua e costante è necessaria sia per chi prega l'esorcismo, e sia per chi ne avesse bisogno.
Sono certo, dalla lunga esperienza, che il sacerdote dovrebbe lavare la sua anima nel sangue di Gesù anche quotidianamente, se vuole lottare insieme a Gesù contro Satana e riuscire vittorioso.
È proprio e principalmente di questo Sacra­mento che Satana ha paura!
Lo ha detto tante volte lui stesso per bocca delle sue vittime!
E, viceversa, non rare volte ha assalito quei sacerdoti, che hanno voluto cacciarlo da queste vittime, rinfacciando loro situazioni spirituali davvero vergognose...!
Cristo ha vinto Satana con il proprio sangue.
E l'Apocalisse esplicitamente ci dice: "Questi sono coloro che hanno vinto Satana con il Sangue dell'Agnello".
La Santissima Eucaristia è poi il massimo elemento per la vittoria sicura contro Satana.
Infatti mentre gli altri Sacramenti ci donano la grazia divina, ciascuno secondo la propria finalità voluta dal Signore, l'Eucari­stia ci dona l'autore di ogni grazia, con la Sua presenza di perenne sacrificio ed offerta al Padre proprio "per distruggere le opere del demonio".
Il Calvario è la continua vittoria del Cristo sul demonio, sul mondo ("Io ho vinto il mondo") e sulla carne.
Cristo, nella Eucaristia, diventa nostra vita, perché viene in noi in corpo, sangue, anima e divinità: Egli pertanto è il mio Redentore e Salvatore non soltanto in quel momento della comunione, ma sempre... perennemente... e io vivo in Lui e di Lui come il tralcio che vive della linfa della vite.
Non ci sono altri spazi vuoti per Satana, ove vive pienamente Gesù!
Ovviamente, bisogna vivere poi una vita cristianamente autentica, senza dimenticare la devozione alla Madonna, agli Angeli custodi e alle anime del Purgatorio.

CONCLUDENDO:

1) Tutti i battezzati, in quanto incorporati a Cristo nel battesimo ed avendo avuto lo Spirito Santo nella Confermazione (Cresima)  come "lottatori e soldati di Cristo contro Satana", possono pregare, lottare in tutte le manifestazioni ordinarie e straordinarie demoniache, eccetto nel caso dell'ossessione.

2) II Codice di Diritto Canonico (can. 1172) stabilisce che, in caso di Ossessi, il sacerdote, che deve benedire con preghiera esorcistica, abbia l'espresso permesso dell'Ordinario.

3) Sempre secondo il Codice, nessun Ordinario è tenuto a nominare Esorcisti nella propria diocesi in forma permanente; anzi, stando alla lettera del detto canone, non potrebbe neppure farlo.
Pertanto crolla quella mentalità di certi "Esorcisti" italiani, secondo i quali l'Ordinario "sarebbe in peccato mortale" qualora non nominasse esorcisti nella propria diocesi.

4) Necessita risvegliare e rilanciare una sana pastorale presso i fedeli, soprattutto una pastorale sacramentaria, affinché aumenti in loro la fede, la speranza e la carità "nell'Unico vero Agente" contro il nostro nemico, e sappiamo che "i ministri degli esorcismi preventivi e profilattici sono tutti i fedeli in ragione del loro sacerdozio battesimale-cresimale" (Triaca, l.c.).

La Redazione

giovedì 20 ottobre 2016

Nasce a Sanremo nel Grand Hotel & Des Anglais la Biblioteca Templare con l'Archivium Secretum Templi

Nel nuovo "Tempio della cultura della Riviera Ligure di Ponente e della Costa Azzurra" (così è ormai conosciuto il Grand Hotel & Des Anglais), gli invitati all'inaugurazione hanno ammirato manoscritti rari e libri antichi di incredibile pregio e bellezza.

Il Grand Hotel & Des Anglais di Sanremo è il Tempio dell’arte e della cultura della Riviera Ligure di Ponente e della Costa Azzurra.
Infatti, sabato 15 ottobre, nello splendido salone de "Le 13OR Templier", si è tenuta l'inaugurazione della Biblioteca Templare e dell’Archivium Secretum Templi.
Organizzati e gestiti dall'I.S.P.A.C. - Istituto per lo Studio e la Promozione dell’Arte e della Cultura e posta sotto il patrocinio permanente del V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, la Biblioteca Templare e l'Archivium Secretum Templi sono stati inaugurati alla presenza di numerose autorità, quali l’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Sanremo, Costanza Pireri, il Consigliere del CdA del Casinò di Sanremo, Olmo Romeo, la responsabile dell’Ufficio Stampa e Cultura del Casinò di Sanremo, Marzia Taruffi, il Parroco della Chiesa di San Rocco, Don Marco Moraglia, e i vertici del V.E.O.S.P.S.S.
Il ristrettissimo numero di ospiti invitati ha potuto visionare libri antichi, grandi opere storiche e manoscritti rarissimi, pezzi di eccezionale bellezza e di altissimo valore storico (grande emozione hanno destato un antifonario del 1264, il "Lauda Sion", scritto da San Tommaso d'Aquino e i numerosi manoscritti antichi riferiti all'Ordine dal milletrecento al milleottocento).
Durante l’inaugurazione, si è anche tenuto il vernissage dell’artista francese Elsa Caselli, che ha esposto le sue opere pittoriche e ha deliziato gli intervenuti con brani di musica classica suonati con maestria al pianoforte.
I visitatori hanno poi ammirato la splendida galleria d’arte pittorica, che ospita nomi illustri di grandi artisti quali De Pisis, Sironi, Rosai, Mussolini, Fornoni, Contenotte, Munciguerra, Gentilini, Osta, Zanesi, Trofimova, Caselli, Ottaviani e tanti altri.
Sono rimasti incantati davanti alle meravigliose statue di Capodimonte o di Lladro, ai rari pezzi antichi di Limoges, ai deliziosi monili in cristallo Swarovski, ai pezzi unici e storici in vetro di Murano e agli incredibili giochi di luce delle preziose sculture in vetro colorato lavorato con tecnica Tiffany.
Si sono soffermati ad ammirare le statue lignee del trecento, quelle in bronzo del quattrocento e quelle ottocentesche e contemporanee di scultori famosi come Lecorney, Messina, Robazza, Mongini, Ottaviani, Agogeri.
Gli ospiti si sono infine immersi nella storia ed hanno ammirato reperti e reliquie del V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, il glorioso Ordine dei Templari: dalle reliquie del Beato Paolo VI e della Venerabile Marina Occhiena, madre di San Giovanni Bosco, alla statua della Madonna Miracolosa rivestita in oro, ai reperti, quali i legni della biblica Arca di Noé, il sigillo di Federico II di Hohenstaufen, le croci etiopi del trecento, l’anello dei Maestri Generali del duecento, la chiave della Sacra Teca di San Bernardo di Chiaravalle, le pietre preziose dell'Ordine e tantissimi altri oggetti di rara bellezza.
Da oggi chi desidera passare una vacanza immerso nell’arte e nella cultura ha il suo nuovo tempio, il Grand Hotel & Des Anglais a Sanremo, un albergo assolutamente unico nella Riviera Ligure di Ponente e in Costa Azzurra, ricco di storia, arte e cultura.

La Redazione