Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam

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lunedì 31 ottobre 2016

Il V.E.O.S.P.S.S. invia una petizione al Parlamento Europeo e scrive agli Stati Europei per proporre una soluzione al problema dei profughi immigrati in Europa

La soluzione consiste nel coinvolgere Stati come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia.

L’attività di politica internazionale del V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis non conosce sosta.
Dopo la lettera aperta inviata all’ONU, al Parlamento Europeo ed agli Stati Cristiani del Mondo per proporre una soluzione al fenomeno dilagante del terrorismo islamico, proposta accolta con grande interesse da molti Stati e dalle Istituzioni, ora l’Ordine templare si occupa del grande problema dell’immigrazione dei profughi in Europa.
E lo fa inviando una petizione ufficiale al Parlamento Europeo e scrivendo agli Stati Europei proponendo una soluzione che favorisca l’integrazione dei profughi e renda più semplice la gestione degli stessi.
Gli Stati Europei devono istituire una “tavola rotonda” di cooperazione e chiedere l’intervento immediato di quegli Stati, come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia, che possano favorire l’integrazione dei profughi immigrati di religione islamica.
Infatti, gli Stati sopra indicati soddisfano i parametri indicati dall’Ordine, ossia:
- rapida possibilità di integrazione sociale su base linguistica, culturale e religiosa.
- necessità di manodopera.
- disponibilità economica.
- disponibilità territoriale.
Questi Stati dovranno farsi carico di accogliere tutti i profughi di religione islamica, mentre l’Europa continuerà ad accogliere i profughi di religione cristiana.
Questa nuova “coalizione” di Stati favorirà l’integrazione di tutti i profughi immigrati, decongestionando gli afflussi degli stessi e rendendo molto più rapida la loro gestione.
Una soluzione veramente semplice (strano che sino ad ora l’Europa non si sia attivata in tal senso) e realizzabile in breve tempo.
Speriamo che il Parlamento Europeo e gli Stati Europei si attivino velocemente in tal senso”, dice il Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S., Fra Riccardo Bonsi, il quale prosegue “E’ una soluzione facilmente realizzabile che potrebbe risolvere il problema dell’immigrazione dei profughi in Europa. Si tratta di far sedere attorno ad un tavolo di discussione Stati altamente civili. Vogliamo sperare che Stati come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia, non si oppongano a questa richiesta di collaborazione, anche perché, in tal caso, l’Europa dovrebbe rivedere le varie posizioni di cooperazione economico-politica che intercorrono tra i vari Stati d’Europa e questi Stati islamici”.
Ancora una volta il V.E.O.S.P.S.S. scende in campo per questioni internazionali di grande importanza.
Adesso la parola passa al Parlamento Europeo ed agli Stati Europei: a loro il compito di agire.

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La petizione inviata al Parlamento Europeo

Spett.le
Presidente della commissione per le petizioni
European Parliament
B-1047 BRUSSELS
Belgium

Oggetto: Proposta di soluzione al problema dei profughi immigrati in Europa.

Il V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, istituzione di ispirazione laico-monastica cistercense-templare, iscritta in Italia in forma associativa presso il Tribunale e l’Agenzia delle Entrate, con Codice Fiscale 96081830042, nella persona dei Membri del Gran Consiglio, vista la continua affluenza di profughi in Europa e il conseguente rischio, ormai concreto, di un esodo di massa di immigrati provenienti dagli Stati africani e del Medio Oriente, considerando che gli Stati Europei non possono continuare ad accogliere illimitatamente e  indiscriminatamente tali immigrati, con la presente desidera proporre una soluzione alla questione dell’immigrazione indiscriminata in Europa.
La situazione attuale dell’immigrazione in Europa dei profughi provenienti da diversi Stati africani e del Medio Oriente è insostenibile.
Il fenomeno, così come affermato giustamente da tutti, è ormai un problema internazionale, che deve coinvolgere non solo gli Stati Europei, ma anche molti altri Stati.
Per decongestionare il flusso migratorio in Europa e per favorire una rapida integrazione dei profughi, è necessario istituire una “tavola rotonda” di discussione e coinvolgere, oltre agli Stati Europei, anche quegli Stati che siano in grado di coadiuvare l’Europa.
Gli Stati non europei che devono assolutamente intervenire e coadiuvare l’Europa, devono soddisfare i seguenti parametri:
- rapida possibilità di integrazione sociale su base linguistica, culturale e religiosa.
- necessità di manodopera.
- disponibilità economica.
- disponibilità territoriale.
Gli Stati Europei devono dunque chiedere l’intervento immediato di quegli Stati che soddisfano i requisiti sopra indicati, ossia Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia e altri Stati da individuarsi.
Questi Stati dovranno farsi carico di accogliere tutti i profughi di religione islamica, mentre l’Europa continuerà ad accogliere i profughi di religione cristiana.
I profughi di religione islamica verrebbero accolti in Stati in grado di garantire un’integrazione immediata (lingua simile, stessa cultura e stessa religione), con una notevole disponibilità economica (in grado quindi di “assorbire” l’impatto economico derivato dal grande afflusso di immigrati), con una necessità di manodopera e disponibilità territoriale (Stati come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar hanno disponibilità territoriale notevole).
Questi Stati, noti per la loro grande civiltà, non avranno certo difficoltà ad accogliere soggetti simili a loro e a favorire una rapida integrazione.
I profughi di religione cristiana, per contro, verrebbero accolti in Europa con la garanzia di un’integrazione rapida e senza problemi.
Questa nuova “coalizione” di Stati favorirà l’integrazione di tutti i profughi immigrati, decongestionando gli afflussi degli stessi e rendendo molto più rapida la loro gestione.
Sicuramente Stati altamente civili come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Turchia non avranno certo problemi (ce lo auguriamo) a collaborare con l’Europa e in particolare con la U.E.

Restando a disposizione per qualsiasi collaborazione, porgiamo distinti saluti.

Seborga,  30 Ottobre A.D. 2016

Firmato

Il Gran Priore, Fra Riccardo Bonsi 
Il Gran Priore Vicario, Fra Sandro Vinciguerra
Il Segretario generale, Fra Alessio Rossi 
Il Gran Cancelliere, Fra Valter Barbero 
Il Tesoriere Generale, Fra Antonino Cao

La Redazione