Non Nobis Domine, Non Nobis, Sed Nomini Tuo Da Gloriam

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giovedì 2 novembre 2017

I Templari del V.E.O.S.P.S.S. riprendono a Seborga l'antica tradizione delle missioni francescane

Una giornata di grande intensità spirituale per il bene di Seborga, volta a combattere il male, sempre più dilagante nella società moderna, e tutelare la sacralità del borgo ligure. 

Sabato 28 ottobre i Templari del V.E.O.S.P.S.S. - Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis, Ordine laico di derivazione cistercense che ha sede storica in Seborga, hanno ripreso l'antica tradizione delle missioni dei frati francescani nell'Antico Principato Cistercense.
Una giornata di grande intensità spirituale per il bene di Seborga, volta a combattere il male, sempre più dilagante nella società moderna, e tutelare la sacralità del borgo ligure. 
La giornata è iniziata con la Santa Messa nell'antica Chiesa di San Bernardo, officiata dal Parroco di Seborga, don Filodemo Apollinaire, seguita dalla processione sino alla cappella templare.
la Cappella dei Templari, detta anche Grotta di Nostra Signora, fu fatta costruire nel 2009 dal Gran Priore del V.E.O.S.P.S.S. e Principe di Seborga Fra Giorgio Carbone.
Questa piccola cappella si distingue per l’ingresso in ferro battuto bianco con al centro della porta la croce rossa patente dell’Ordine e al suo interno una statua della Madonna con il Bambino, del secolo XIX, proveniente da Parigi.
La cappella, con l’interno in pietra, pur essendo molto piccola, emana un forte senso di spiritualità ed invita alla preghiera ed al raccoglimento.
La serata è poi terminata con un convivio presso l'Agriturismo e grangia dell'Ordine "Monaci Templari" di Seborga.
Sin dal 1766, in Seborga si vociferava del “male”, denominato sottovoce dagli abitanti del luogo “la bestia”.
A partire da quell’anno, il Maestro Generale dell’Ordine templare e Parroco di Seborga, Carlo Nicolai di Peille, cercò di cacciarlo attraverso le cosiddette missioni, compiute, quasi sempre, da otto Francescani e consistenti in tre giorni e tre notti di processioni, preghiere e digiuni.
Le missioni dei Francescani durarono sino al 1966, anno in cui si interruppero misteriosamente.
Oggi, i Templari hanno deciso di riprendere l'antica tradizione delle missioni francescane.
"Può sembrare anacronistico, nel terzo millennio", dice il Gran Priore dell'Ordine, Fra Riccardo Bonsi, "riproporre le missioni dei francescani. 
Però per noi Templari credenti, la battaglia contro il male, che la Chiesa Cattolica ci ricorda essere sempre presente ovunque, è la nostra missione primaria.
Combattere il male, attraverso Messe, processioni e preghiere, dovrebbe essere il dovere di ogni buon cristiano per far trionfare la regalità di Cristo.
In un mondo sempre più materialista e sempre più privo di ideali, le missioni sono fortemente attuali.
Seborga rappresenta per noi un luogo sacro e riteniamo doveroso, anche in virtù del giuramento fatto dai nostri padri molti anni fa, tutelare questa sacralità.
Sappiamo di prestare il fianco alle critiche dei materialisti e dei miscredenti, ma noi andiamo avanti, dritti contro il vento, per far trionfare la regalità di Cristo e per il bene di Seborga.
Ovviamente, stiamo facendo altre missioni in luoghi per noi sacri da tutelare.
Noi continueremo a pregare e ad agire secondo i nostri principi di fede, umiltà e spirito di servizio.
Portae inferi non praevalebunt", conclude il Gran Priore.
Il demonio è avvisato.

La Redazione